Tre competenze chiave per il mercato del lavoro: insight dai nostri formatori

In un contesto in cui l’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il modo in cui lavoriamo e apprendiamo, la sfida non è più solo acquisire nuove competenze, ma comprendere come utilizzarle in modo consapevole. È da questa prospettiva che è stato sviluppato questo programma di formazione.

In un mercato del lavoro che evolve più velocemente che mai, il divario tra ciò che le persone imparano e ciò di cui hanno realmente bisogno per lavorare sta diventando sempre più evidente. Le conoscenze accademiche, da sole, non sono più sufficienti. Oggi le aziende cercano qualcosa di più: competenze pratiche, capacità di pensiero strategico e adattabilità.

Per rispondere a questa esigenza, EuGen ha sviluppato un nuovo programma di formazione per giovani professionisti, strutturato attorno a tre aree fondamentali: Intelligenza Artificiale, Progettazione Europea e Competenze Trasversali.

Ciò che rende questi percorsi diversi non è solo il contenuto, ma l’approccio — e le persone che li guidano.

Abbiamo parlato con i formatori che conducono i diversi programmi per capire cosa i partecipanti potranno realmente acquisire.

L’intelligenza artificiale non è tecnica — è una competenza di comunicazione

Per Luca Brizzi, uno degli equivoci più diffusi sull’IA è che richieda un background tecnico.

“Questi strumenti sono già disponibili e gratuiti, ma la maggior parte delle persone li utilizza male — non perché siano difficili, ma perché nessuno ha mai spiegato davvero come funzionano.”

Più che concentrarsi sulla complessità, il corso aiuta i partecipanti a comprendere un concetto fondamentale:

“Un modello come ChatGPT non capisce ciò che gli chiedi — calcola la risposta più probabile.”

Questo cambia tutto. Senza questa consapevolezza, si rischia di fidarsi di risposte che sembrano corrette ma non lo sono.

La vera competenza, spiega, non è tecnica:

“Imparare a interagire con l’IA in modo consapevole non è una competenza tecnica: è una competenza comunicativa, e fa una differenza reale nella vita quotidiana.”

Dalla scrittura di email e report all’analisi di documenti fino alla preparazione degli esami, i partecipanti impareranno a utilizzare l’IA come uno strumento di lavoro affidabile e strutturato, non come una scorciatoia.

Comprendere i progetti europei significa comprendere l’Europa

Le opportunità europee sono spesso citate — ma raramente comprese a fondo.

Secondo Michele Barghini, il problema nasce da un equivoco di base:

“I finanziamenti europei sono spesso visti come un modo per finanziare idee personali. Ciò che manca è la consapevolezza che questi programmi sono l’implementazione di politiche europee.”

In altre parole, lavorare su un progetto europeo significa essere parte di qualcosa di molto più grande:

“Chiunque partecipi a un progetto finanziato dall’UE è parte di un processo che coinvolge 500 milioni di persone in 27 Stati membri.”

Il corso è progettato per rendere questo mondo complesso accessibile, anche a chi parte da zero.

Non è richiesto un background tecnico specifico — ma c’è una capacità che fa la differenza:

“Ciò che conta davvero è la capacità di collegare elementi diversi in un quadro coerente, orientato a un obiettivo preciso.”

Al termine del percorso, i partecipanti saranno in grado di orientarsi tra le opportunità di finanziamento, interpretare le call e sviluppare idee progettuali in linea con le priorità europee — una competenza che rappresenta oggi un reale vantaggio competitivo.

Soft skills: la differenza tra sapere e progredire

Le competenze tecniche possono aprire le porte, ma sono le competenze trasversali a determinare cosa accade dopo.

Nel suo corso, Enrico Totani si concentra sulla dimensione umana della crescita professionale.

Il suo approccio è chiaro:

“Si impara davvero facendo, non solo ascoltando.”

La formazione è progettata come uno spazio pratico ed esperienziale, in cui i partecipanti lavorano attivamente sul proprio sviluppo personale e professionale.

L’obiettivo è concreto:

I partecipanti usciranno con una maggiore consapevolezza dei propri punti di forza, più sicurezza nel raccontare il proprio percorso e strategie pratiche per lavorare efficacemente con gli altri.

Attraverso esercitazioni, confronto tra pari e situazioni reali, il corso affronta sfide chiave come comunicazione e collaborazione, gestione dello stress e della concentrazione, personal branding.

“Sarà uno spazio sicuro in cui sperimentare, fare domande e prepararsi al mondo del lavoro con maggiore consapevolezza.”

Uno spazio di responsabilità condivisa

La “adolescenza tecnologica” non è una fase neutra. È uno spazio di possibilità, ma anche di responsabilità.

Le scelte che verranno fatte oggi — nella formazione, nelle politiche pubbliche, nei modelli di collaborazione tra università, imprese e organizzazioni — contribuiranno a definire il tipo di società in cui vivremo nei prossimi anni.

Per questo motivo, diventa sempre più importante costruire contesti in cui:

  • le tecnologie siano comprese, non solo utilizzate
  • le competenze siano accessibili, non esclusive
  • le opportunità siano distribuite, non concentrate

Un approccio comune: dalle competenze alla consapevolezza

Ciò che accomuna questi tre percorsi non è solo il contenuto, ma un obiettivo condiviso: aiutare le persone non solo ad acquisire competenze, ma a comprendere come utilizzarle in contesti reali.

Apprendimento pratico, con strumenti e competenze immediatamente applicabili.

L’obiettivo è supportare i giovani nella costruzione non solo di un profilo professionale più solido, ma anche di un approccio più consapevole e strategico al mercato del lavoro.

L’obiettivo è supportare i giovani nella costruzione non solo di un profilo professionale più solido, ma anche di un approccio più consapevole e strategico al mercato del lavoro.