30 Apr Intervista a Víctor Moral
Conosciamo Víctor Moral, uno studente spagnolo che ha completato il suo tirocinio Erasmus+ presso EuGen – European Generation a Roma. In questa intervista racconta cosa lo ha motivato a fare questo passo, come l’esperienza ha cambiato la sua visione del mercato del lavoro e cosa direbbe a qualsiasi studente che sta pensando di candidarsi.
Dopo aver superato i dubbi iniziali e aver acquisito sicurezza in un ambiente di lavoro internazionale, la sua storia è una testimonianza sincera e vicina a ciò che può davvero essere un tirocinio all’estero.
1. Cosa ti ha motivato a candidarti per un tirocinio all’estero?
La mia motivazione principale era la possibilità di migliorare il mio inglese. Ho sempre voluto uscire dalla mia zona di comfort e lavorare fuori dal mio paese, vivere un’esperienza internazionale e dimostrare a me stesso che ne ero capace. Volevo anche migliorare chiaramente le mie competenze professionali, così che in futuro fosse più facile trovare lavoro. Penso che esperienze come questa ti aiutino a crescere sia personalmente che professionalmente.
2. Quali erano le tue aspettative prima di iniziare l’esperienza?
Le mie aspettative erano piuttosto basse, soprattutto per quanto riguarda l’adattamento a un nuovo paese e a una città come Roma. Sono arrivato con un po’ di paura perché non conoscevo nessuno, non parlavo bene la lingua e non sapevo cosa avrei trovato. Ma alla fine è stato esattamente il contrario. Grazie alle persone che ho incontrato, molte delle quali del mio stesso paese, mi sono sentito subito a casa e sono molto a mio agio con la mia vita qui. È stata un’esperienza molto più positiva di quanto mi aspettassi. Infatti, dopo il tirocinio da settembre a dicembre, EuGen mi ha offerto un contratto di lavoro da gennaio a giugno, qualcosa che non avrei mai immaginato quando sono arrivato.
3. Qual è stata la tua prima impressione dell’organizzazione ospitante?
La mia prima impressione è stata che tutto sembrava più complicato di quanto fosse in realtà. All’inizio è tutto nuovo ed è difficile capire come funziona l’azienda e i progetti a cui lavora. Ma una volta iniziato a lavorare, ho iniziato ad abituarmi al ritmo e, soprattutto grazie ai miei colleghi che hanno reso tutto più semplice, sono riuscito a lavorare bene e a imparare molte cose. Ora mi sento molto più sicuro.
4. Quale competenza pensi di aver migliorato di più?
Sicuramente le mie competenze linguistiche e comunicative. Quando sono arrivato il mio livello di inglese era piuttosto limitato, ma è migliorato molto perché lo uso ogni giorno. Anche le mie competenze tecnologiche sono migliorate: ho acquisito più conoscenze su design, strumenti digitali e strategie di comunicazione. Mi sento molto più preparato a lavorare in ambienti internazionali.
5. Qual è stata la sfida più grande durante il tirocinio?
La prima grande sfida è stata capire tutto il lavoro che fa la mia azienda. Conoscere i processi e adattarsi ha richiesto tempo. Le prime settimane sono sempre difficili perché devi assimilare molte informazioni in poco tempo. Ma una volta superata quella fase iniziale, tutto inizia a scorrere meglio e si entra a far parte del team.
6. Come ti sei adattato a un nuovo ambiente lavorativo e culturale?
Come ho detto prima, pensavo sarebbe stato molto più difficile e che avrei avuto problemi perché non conoscevo nessuno, ma alla fine è stato abbastanza semplice. Credo che avere una mentalità aperta sia fondamentale. Aiuta molto anche essere circondati da persone che vivono la tua stessa situazione. So che può fare paura lasciare casa, ma opportunità come questa valgono la pena perché alla fine sono molto gratificanti.
7. Come ha cambiato questo tirocinio la tua visione del mercato del lavoro?
Mi ha fatto capire che il mercato del lavoro è molto più competitivo di quanto pensassi, ma anche che ci sono molte opportunità se sei disposto a muoverti e ad adattarti. Ho capito quanto sia importante avere esperienza pratica, non solo teoria. Ho anche visto che le aziende valorizzano molto la proattività, il lavoro di squadra e la capacità di adattarsi a diverse situazioni. Questa esperienza mi ha reso più consapevole di ciò che le aziende cercano davvero.
8. In che modo questa esperienza ha influenzato i tuoi obiettivi di carriera?
Questa esperienza mi ha confermato che vorrei lavorare in un ambiente internazionale. Mi ha dato più fiducia in me stesso e nelle mie capacità. Prima avevo più dubbi sul mio futuro professionale, ma ora sono molto più chiaro sul fatto che voglio continuare a imparare e cercare opportunità all’estero se necessario. Mi ha aiutato a definire meglio i miei obiettivi e mi ha reso anche un po’ più ambizioso. Inoltre, sono molto soddisfatto di come tutto si è sviluppato: dopo il tirocinio da settembre a dicembre, EuGen mi ha offerto un contratto da gennaio a giugno, che secondo me è la prova migliore che questo tipo di esperienza può davvero aprire delle porte.
9. Su quali competenze pensi che le università dovrebbero concentrarsi di più?
Penso che le università dovrebbero concentrarsi di più sulle competenze pratiche e non solo sulla teoria. Per esempio, migliorare i livelli linguistici, lavorare di più su progetti reali e sviluppare competenze digitali. Ma è anche molto importante sviluppare le soft skills come comunicazione, lavoro di squadra, adattabilità e problem solving. Spesso si esce dall’università con molta conoscenza teorica ma senza aver sviluppato abbastanza queste competenze, anche se le aziende le considerano fondamentali. Rafforzare il collegamento tra università e aziende aiuterebbe davvero a preparare meglio gli studenti al mondo del lavoro.