Insight n.1 – L’europrogettazione per le aziende

Insight n.1 – L’europrogettazione per le aziende

 Pronti, partenza, via! L’Insight di mercoledì sera, dedicato ai bisogni delle imprese nella consulenza progettuale europea, ha centrato l’obiettivo, offrendoci tanti spunti di riflessione su una figura professionale che il mercato del lavoro, il settore della formazione e gli stessi addetti ai lavori, ancora non mettono a fuoco. E con soddisfazione ci siamo già lasciati alle spalle il primo evento targato EuGen Club.

La nostra chiacchierata aveva l’ambizione di fornire maggiori strumenti di lettura a tutti gli attori coinvolti nel dibattito, dagli studenti, ai professionisti affermati del settore, ai formatori, agli imprenditori, facendo luce su alcuni aspetti chiave del ruolo dell’europrogettista

Tra i professionisti intervenuti nel dibattito, Mario Zotta, avvocato e fondatore dello studio LegalInternational nonché consulente legale EuGen, ci ha fornito una chiave di lettura nuova sul tema, frutto di anni di esperienza a stretto contatto con aziende e enti pubblici beneficiari di fondi europei.

Nessuno mette in dubbio che l’esperto in europrogettazione sia una figura in grado di muoversi con disinvoltura nella complessità della programmazione dell’Unione Europea, con un network professionale alle spalle, che sia in grado di elaborare, per conto di un committente pubblico o privato, una proposta progettuale vincente per accedere a finanziamenti direttamente o indirettamente erogati da Bruxelles.

Ma la riflessione che emerge da questo incontro è: quali sono le responsabilità di questa figura professionale prima e dopo la mera stesura del progetto? E quali sono le competenze per adempiere diligentemente alla propria funzione?

Ecco delineato l’identikit dell’europrogettista 2.0, un professionista che non esaurisce la sua competenza nella fase della project proposal e nell’ottenimento della sovvenzione, ma che lavora a 360° sul tessuto imprenditoriale di riferimento, intervenendo sia prima che dopo la scrittura del progetto, elevandosi da compilatore di formulari a consulente aziendale di progettazione europea.

“Il progettista europeo serio, prima di essere uno specialista di settore, deve saper essere un consulente aziendale”, ci suggerisce l’avvocato Zotta, in altre parole, deve essere in grado di accompagnare l’azienda nel percorso progettuale, essere pienamente consapevole degli impegni, dei rischi e delle opportunità a cui andrà incontro il suo committente, nel caso di esito positivo della domanda di finanziamento.

“Ottenere un finanziamento europeo non vuol dire, di per sé, aver fornito un buon servizio all’azienda. Al contrario, indirizzare un’azienda verso un’attività finanziata insostenibile o incompatibile con la sua programmazione potrebbe rivelarsi nel medio e lungo periodo una soluzione dannosa.”

Emerge dall’incontro come siano numerosi i casi in cui, a finanziamento ottenuto, le aziende non sappiano o non abbiano la capacità per gestirlo. Ciò pregiudica nettamente sia il percorso dell’azienda, che si vede costretta a restituire finanziamenti e incorrere in sanzioni economiche, sia la reputazione del progettista. Oltre che per ottenere il finanziamento, è nell’ottica di ovviare a tale pericolo che occorre effettuare un’analisi approfondita dell’azienda prima di presentare il progetto.

“Supportare le aziende presuppone, quindi, la conoscenza dello specifico settore merceologico e, soprattutto dell’azienda stessa.”

E’ in questo senso fondamentale l’analisi da parte del consulente-progettista di tutto ciò che viene prima della stesura della proposta progettuale. Questa fase preliminare alla progettazione vera e propria è complessa e delicata, in quanto determina la base su cui poggerà tutto il percorso di progetto, il suo successo e la sua sostenibilità nel lungo periodo.

Ecco riassunte sinteticamente le 3 attività core di ogni buon consulente in progettazione europea preliminari alla fase di progettazione:

  1. Acquisizione e analisi delle informazioni base dell’azienda (statuto – atto costitutivo – situazione economico-finanziaria – bilanci triennali – relazioni programmatiche);
  2. Valutazione dei bisogni aziendali espressi dal committente e rilevati nell’analisi aziendale;
  3. Analisi dei bandi disponibili adatti per l’azienda committente, con focus su:
  • Individuazione delle misure e dei bandi riferiti al settore merceologico, alla dimensione aziendale e ai bisogni dell’azienda;
  • Analisi della capacità della struttura aziendale di implementare le attività finanziate e delle potenziali criticità derivanti dalla gestione del progetto;
  • Verifica del valore aggiunto in termini di crescita e impatto concreto sulla struttura aziendale.

Infine, il consulente sapiente si accerta che il cliente conosca esattamente tutte le regole per l’implementazione delle attività di progetto, preoccupandosi eventualmente di accompagnarlo o formarlo per adempiere agli impegni assunti nella proposta di progetto: a cominciare dalla conservazione dei giustificativi delle spese sostenute per arrivare alla rendicontazione o a eventuali controlli senza traumi. In conclusione, per evitare la deriva patologica che richiede l’assistenza legale deve esserci piena sintonia tra la fase di progettazione e la fase di implementazione delle attività.

Condividiamo queste chiavi di lettura emerse nel primo degli Insight di EuGen Club e le recepiamo per elaborare programmi formativi sempre più innovativi, che partano dall’osservazione del mercato, dai successi e dai fallimenti precedenti, rivolti a tutti gli stakeholders del settore. Con la convinzione che questo sia il percorso da intraprendere per produrre un cambiamento culturale doveroso nell’attuale scenario dell’utilizzo dei fondi europei.

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